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Poker

L’esperienza ci insegna che quando tutta la stampa, unita, riporta uno scoop significa che quello scoop è stato fatto arrivare alla stampa, di solito dallo stesso protagonista, per mandare un messaggio. E il messaggio ci sembra sia arrivato visto che il destinatario, che era scomparso da tutte le cronache da più di un mese, all’improvviso ha ricominciato a rilasciare interviste a radio e televisioni.

Nel caso specifico, di messaggi il Milan – perchè è chiaro che qui l’ispiratore della notizia è il Milan – ne vuole mandare due: il primo è che il Milan è finanziariamente solido e non ha bisogno dell’elemosina di qualche milione pur di evitare il rischio di perdere Gigio a zero. E la seconda è che la nuova proprietà appena arrivata non ha la minima intenzione di farsi prendere per il collo da nessuno: l’offerta del Milan c’è, è un’offerta economicamente importante che rende merito alle qualità indiscutibili di Donnarumma e il Milan è pronto a sedersi al tavolo e firmare anche domani mattina. Ora però spetta all’altra parte.

La posizione del Milan la troviamo pienamente condivisibile, a patto però che non sia un bluff, perchè l’unica cosa peggiore di perdere Gigio a zero l’anno prossimo dopo un anno di tribuna sarebbe dimostrare, alla prima occasione, di non essere capaci di tenere il punto dopo aver provato a fare la faccia brutta. Possiamo anche permetterci – continuiamo ad augurarci di no – di perdere Gigio, ma non possiamo mai permetterci di perdere la faccia sul primo, vero, nodo di una nuova proprietà appena arrivata.

La mano di poker ora, però, chiama in causa anche Gigio, che ormai ha 18 anni e quindi è libero di fare quello che vuole. Compreso dare una pedata nel sedere a chi ne detiene la procura se ritiene che non stia agendo nel suo interesse. Qualora ciò non dovesse accadere, e se tra un anno Donnarumma non dovesse essere più un giocatore del Milan, l’unica conseguenza che sarà possibile trarre è che il suo procuratore abbia agito esattamente nel suo interesse. Con buona pace di tutti.

Qui vogliamo un bene dell’anima a Gigio, ma non abbiamo l’anello al naso…

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Bentornato a casa Rino

Magari nella strada che dalla tua Corigliano ti riporta a Milano, fai sosta a Castellammare a raccontare la storia di quell’allenatore che, anche se ha già tante esperienze sulle panchine delle prime squadre, accetta di tornare indietro e allenare la squadra primavera perché ha chiamato il Milan, e se chiama il Milan non si può dire di no.

Non sappiamo se serva davvero, ma di sicuro male non fa…

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Se…

Non sappiamo come andrà a finire e preferiamo aspettare senza rincorrere troppo le cronache del mercato, che cambiano indirizzo e umore da un giorno all’altro: essere felici dopo è meglio che illudersi prima.

Però i giornali li leggiamo, ed è chiaro che quello che prospettano, con tutto il rispetto, è a un livello ancora superiore rispetto ai Kessie dell’Atalanta o, forse, sembra, vedremo, ai Biglia dalla Lazio, che pure già erano dei sogni proibiti per il Milan del recente passato. 

E se per caso ce la dovessero fare, poi sarebbe davvero disonesto non ricredersi. Da parte di tutti.

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Patti chiari

L’epilogo della vicenda De Sciglio non coglie di sorpresa nessuno, dato che è la conclusione inevitabile di una storia dove hanno sbagliato tutti.

Ce ne pentiremo, soprattutto se davvero l’anno prossimo passeremo al 3-5-2 dove De Sciglio sarebbe stato utilissimo.

Ora però non vogliamo vedere svendite e prezzi di saldo, perchè tutte le altre squadre i loro giocatori – giustamente – se li fanno pagare per quello che valgono, contratto in scadenza o meno. Musacchio, tanto per restare in casa nostra, va in scadenza l’anno prossimo ma il Villarreal ha voluto diciotto milioni. De Sciglio è un nazionale italiano quindi se a Torino lo vogliono lo paghino come un nazionale italiano.

Altrimenti, per quanto ci riguarda, a questo punto rottura per rottura può anche restare un anno ad allenarsi a Milanello. Non sarà certo l’elemosina di qualche milione in più o in meno che determinerà il futuro del Milan, e di sicuro una manciata di milioni in elemosina non valgono il prezzo di una società nuova, appena arrivata, che non può e non deve dare l’immagine di poter essere presa per il collo da tutte le parti.

Corollario a tutta questa storia: Locatelli e Calabria, l’anno prossimo, devono andare in prestito a giocare e a fare esperienza in piazze dove lo stadio non ti uccide nella culla dopo un paio di passaggi a vuoto. San Siro è esigente, e o ti chiami Kakà oppure a vent’anni ti divora. E pure se ti chiami Kakà qualche mugugno a San Siro lo prendi, perchè il secondo anno lo fai più sottotono del primo. Kakà!

A nessuno venga in mente di fare l’errore madornale di tenerli qui perchè altrimenti al primo momento difficile – che ci sarà per forza, perchè a vent’anni ci sono per forza – faranno la fine di De Sciglio. O di El Shaarawy.

Due precedenti, perfettamente analoghi in tutto e per tutto, ci sembrano più che sufficienti per capire che, forse, con le prossime giovani promesse bisogna lavorare in modo radicalmente diverso…

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22:31

Non ci eravamo dimenticati.

Aspettavamo solo il momento giusto. Quel momento.

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Cominciamo male

Leggiamo che il Milan ha deciso di disputare in Cina due delle tre amichevoli previste dalla tournee già programmata e poi rientrerà per il preliminare di Europa League, tornando in Italia quattro giorni prima della gara.

Capiamo gli incassi extra lusso delle amichevoli in Cina, ma fino a prova contraria gli obiettivi sportivi prevalgono su quelli economici. E rientrare da una trasferta all’altro capo del mondo non è esattamente la stessa cosa di tornare a Milano in serata dopo una partita a Bergamo la domenica pomeriggio.

Giocarne una in Cina, rientrare con tutto comodo in Italia e organizzare un’altra amichevole in Europa e col fuso orario europeo non era più funzionale alla preparazione di una partita ufficiale?

L’abbiamo scritto ieri, fin da subito: siamo in Europa League e la dobbiamo fare come si deve, non come un fastidio, perchè se la affrontiamo come un fastidio come facciamo di solito con la Coppa Italia, poi è fin troppo facile immaginare come va a finire.

Va bene che almeno per il primo dei due preliminari l’avversario che ci capiterà – fate pure gli scongiuri – non dovrebbe essere un ostacolo insormontabile, ma proprio per questo non solo non sono gradite, ma non sono nemmeno concepibili figuracce.

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Non è una notizia, ma…

Il primo nuovo acquisto del nuovo Milan è a Milano. Le firme forse già domani

Il segreto di Pulcinella visto che la trattativa era già nota e conclusa da tempo, ma giusto darne atto cronisticamente.

In attesa, ci auguriamo, di tanti altri nomi, di qualche sorpresa e magari di un paio di profili anche più roboanti.