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Lo diciamo prima

Quello che è successo ieri nella faccenda De Sciglio è il punto di non ritorno, e la conclusione di questa storia – che ormai va avanti da due anni – sarà inevitabile conseguenza di sbagli commessi da tutti, nessuno escluso.

Il nostro giudizio però non è cambiato: stiamo commettendo un grosso errore!

Cerchiamo almeno di non regalarlo agli altri sottoprezzo. Piaccia o non piaccia ha ancora un anno di contratto, che se necessario si può anche trascorrere ad allenarsi a Milanello dal lunedì alla domenica. E nell’anno che porta al mondiale forse non sarebbe così conveniente…

A noi piacerebbe che Mattia continuasse a giocare nel Milan, ma la cosa più importante è che a nessuno deve essere concesso prenderci per il collo, società, procuratori o giocatori che siano.

Se c’è una cosa che la vecchia società proprio non sapeva fare era vendere: ci auguriamo che la nuova non abbia lo stesso problema.

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Dovevano eliminarne una

E invece ne hanno fatte rientrare due. Perché adesso, oltre a non aver staccato quelli là, anche la Fiorentina a tre punti diventa un altro grattacapo.

Il gioco dei meriti e delle colpe non ci interessa, il rigore, le traverse e la sfiga: la prestazione complessiva della squadra, oggi, è stata pessima per l’approccio e indegna per l’incapacità di cambiare passo se non con gravissimo ritardo. Si vergognino tutti! Non c’è niente da salvare oggi. Niente e nessuno. Una prestazione indecorosa in una partita nella quale non dovevano fare altro che il compitino per portare a casa i tre punti, staccare quelli là e mettere al sicuro l’Europa.

Perché sia chiaro che per battere il modesto Empoli – modesto Empoli! Che ha cominciato a perdere tempo dopo cinque minuti sperando di portare a casa almeno il punto e invece se n’è ritrovati in omaggio tre – non serviva nessuna impresa: serviva solo il compitino. Ma agli spettatori presenti a San Siro oggi non sono stati capaci di offrire nemmeno il compitino!

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Squallidi

Una prestazione indegna per quello che è il momento della stagione e l’occasione che la classifica offre.

Ci eravamo illusi che la vittoria dell’Empoli a Firenze fosse servita a tenere alta l’attenzione dei nostri per non ripetere l’effetto Pescara, e invece rispetto a Pescara siamo riusciti a fare pure peggio!

Un primo tempo tra i peggiori dell’anno. Cerchiamo nel secondo tempo di fare l’unica cosa ammissibile e accettabile in questa domenica pomeriggio: i tre punti. In qualsiasi modo e con qualsiasi mezzo.

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Zeta

É stato con noi solo un paio d’anni e ha legato il suo nome a molte più vittorie altrove rispetto a quello che ha vinto con noi, ma se nel (triste) declino dell’era Berlusconi c’è stato un ultimo momento in cui ci siamo potuti sentire davvero “vivi”, fieri e orgogliosi di scendere in campo contro qualsiasi avversario, lo dobbiamo soprattutto a lui.

Buona fortuna Ibra!

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Empoli e Crotone

L’altra domenica l’abbiamo scritto soprattutto per prenderli un po’ in giro, ma il concetto di fondo era vero: la sconfitta a Crotone dell’altra squadra di Milano ha sorprendentemente rimesso in discussione una lotta salvezza che a gennaio sembrava già chiusa. Ed Empoli e Crotone adesso sono due squadre che hanno un obiettivo da giocarsi, a differenza di quanto pensavamo qualche settimana fa quando guardavamo al nostro calendario.

Da questo punto di vista, il fatto che l’Empoli sabato scorso abbia vinto a Firenze un pochino ci rasserena, perché dovrebbe servire a tenere alta l’attenzione della nostra squadra: sappiamo che l’Empoli è vivo e non verrà a San Siro in vacanza. Almeno l’effetto Pescara, insomma, dovrebbe essere scongiurato.

L’abbiamo detto dopo il derby: sei punti con Empoli e Crotone sono il passaporto (quasi) definitivo per l’Europa. Quella stessa Europa che un anno fa abbiamo buttato via con Verona, Carpi e Frosinone: due punti sui nove che bisognava portare a casa senza nemmeno discutere.

Guardia alta adesso per non ripetere il disastro.

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Tre ore

Il primo summit operativo è durato più di tre ore. Appena sufficienti forse per mettere sul tavolo tutte le questioni aperte.

Per parlare di mercato ci sarà tempo ma una cosa ci teniamo a dirla: vediamo fare gli schizzinosi su nomi per i quali, per come siamo messi, bisognerebbe leccarsi i gomiti. Non sappiamo se siano nomi veri o se siano solo fantasie, ma bisogna mettersi in testa che, indipendentemente da quanto ci sarà da spendere, CR7 non verrà al Milan la prossima estate…

Anche la ricostruzione della Juventus è partita dal trentaduenne Pirlo.

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Via!

Dopo il giovedì delle firme dal notaio, dopo il venerdì della presentazione alla stampa e al mondo e dell’esordio a Milanello e dopo il week-end di Pasqua e Pasquetta addolcito dal mutismo permanente in cui sono caduti quelli dell’altra squadra di Milano, da oggi inizia la vita ordinaria del nuovo Milan sino-americano-lussemburghese, nel quale i quattro consiglieri indipendenti italiani – a norma dello statuto approvato venerdì – avranno peso decisionale determinante, superiore a quello degli stessi consiglieri cinesi espressione diretta della proprietà. Il che è una delle tante stranezze che ancora avvolgono questa operazione.

Comunque sia, il nuovo Milan è partito e da oggi – finite le passerelle e tutte le formalità di rito – inizia a lavorare sul serio.

I primi punti all’ordine del giorno sapete quali sono e vanno sbrigati alla svelta, perchè su quei due/tre contratti da rinnovare la nuova società si gioca tutto il credito che i tifosi del Milan – fiduciosi e ben disposti sì, ma vigili, perchè sono già stati presi in giro abbastanza – sono disposti a concedere.

Poi penseremo anche al mercato.