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Tutti a Roma

Gattuso a Roma si porta tutto Milanello.

Ma proprio tutto tutto, compresi Oduamadi, Mastour, Juan Mauri, Vergara e Guarnone.

E’ vero che la motivazione è anche pratica, visto che dopo la partita resteremo a Roma a lavorare in vista del ritorno di Coppa Italia di mercoledì, ma il segnale è chiaro: con domani si apre una fase di calendario terribile e ci sarà bisogno di tutti per uscirne vivi.

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Not good

Prima o poi lo stellone doveva finire…

Ma per quello che abbiamo visto finora c’erano pericoli anche peggiori dell’Arsenal. E, a differenza di quanto poteva essere fino a un mese fa, non ci sentiamo battuti in partenza.

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Che noia…

Ieri il QN, oggi Repubblica, domani a chi toccherà?

Evidentemente non ha ancora capito che non deve fare il giro degli amici giornalisti ogni due o tre mesi per fare un po’ di casino, perché non gli hanno fatto fare quello che voleva lui o perché spera di creare le condizioni per strappare il mega-saldo… deve semplicemente portare i soldi. Tanti quanti ne chiede il Milan.

Altrimenti c’è un contratto firmato, gli piaccia o no, che scade nel 2021. Può chiacchierare con tutti i giornalisti che vuole, ma la firma non si cancella…

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In porto

Esattamente quello che ci aspettavamo dalla serata: una lunga, sicura, noiosa manovra di atterraggio del lavoro fatto sette giorni fa. Bene non aver preso gol nemmeno stasera, nonostante i tanti cambi di formazione.

Si va avanti ancora, ma adesso il livello salirà molto.

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I primi venti minuti

La partita di domani sera deve essere una formalità, e perché lo sia è il primo quarto di gara ad essere determinante.

Le due tristemente famose gare di ritorno con Arsenal e Deportivo, rispettivamente 2012 e 2004, hanno una costante: un gol preso nei primi minuti, sette a Londra, cinque in Spagna. E due partite che dovevano essere due formalità sono diventate un inferno, dal quale siamo scampati per un soffio in un caso e nel quale siamo precipitati nell’altro.

Tecnicamente la gara di domani non è nemmeno lontanamente paragonabile per qualità dell’avversario, ovviamente, ma anche loro proveranno a fare esattamente la stessa cosa: un gol subito al quale aggrapparsi e con il quale farci venire un po’ di paura.

Dobbiamo imporci di entrare in campo con la testa giusta e di non farglielo fare, perché non ci deve essere ragione al mondo per rimettere in discussione domani sera un risultato già acquisito.

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Il Benevento

Visto che quando è toccato a noi ce l’hanno tirata per tutta la settimana, ricambiamo volentieri il favore.

Sapete che il Benevento è ancora a zero punti in trasferta in Serie A?

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Perplessità

In attesa che qualcuno si degni di spiegarci una volta per tutte come stanno le cose, un paio di punti che non ci tornano. Anzi tre, ma il primo non è una novità.

Numero uno: Lazard, Rotschild ed Elliot sono i soggetti finanziari che sono stati coinvolti a vario titolo nella vicenda della cessione del Milan. Sono tutti e tre nomi che non necessitano di presentazione, perché sono dei colossi della finanza internazionale: pensiamo davvero che si siano fatti tutti fare fessi dal primo mitomane cinese con le garanzie di una società già in bancarotta? Evidentemente le garanzie che ha prodotto erano solide e reali. Quali fossero queste garanzie, poi, è il vero interrogativo ed è quello su cui bisognerebbe fare luce, anziché perdere tempo dietro a Yonghong Li.

Numero due: il principale quotidiano italiano dice che il proprietario del Milan è finanziariamente fallito, che le sue proprietà sono all’asta in Cina e che per comprarsi il Milan ha sostanzialmente truffato tutto e tutti, e finora l’unico a sentirsi in dovere di dire qualcosa in merito è l’amministratore delegato della precedente proprietà, ovvero l’unico che proprio non ha e non aveva nemmeno prima nessun ruolo attivo nella vicenda?

Numero tre: ma le aste giudiziarie in Cina si fanno su eBay?