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Ne servono due

Quattro settimane di stop. E poi almeno altre quattro per poter tornare a giocare.

Significa preparazione estiva stravolta, che a quaranta anni il prossimo ottobre non è esattamente un dettaglio.

Di attaccanti nuovi ne servono due, e bisogna mettere in conto che il secondo dovrà essere affidabile magari non proprio come il primo ma quasi, perché è molto probabile che non gli toccherà farsi solo la Coppa Italia. Fare una stagione Campionato più Champions League solo con Ibra operato al ginocchio e Giroud – se sarà lui – 35 anni sarebbe un disastro annunciato nel quale non vogliamo nemmeno pensare ci si voglia infilare.

Occhio che le squadre in corsa per i primi quattro posti l’anno prossimo saranno tante e noi non possiamo permetterci di presentarci al via ad handicap.

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Tomori c’è, Calha ancora no

É l’unico riscatto/rinnovo/prolungamento di prestito sul quale siamo sempre stati tranquilli, perché se l’universo è dominato da leggi razionali allora non c’era una sola ragione al mondo, nemmeno economica nel rapporto costo-valore, che potesse portare ad un risultato diverso.

Ma siamo contenti che almeno questa telenovela si sia chiusa.

Ben più lontana dal chiudersi invece è quella che riguarda Calhanoglu, che poteva firmare a quattro milioni mesi fa ma che ha scelto di aspettare, magari con l’idea che la vetrina dell’Europeo potesse portare a qualche offerta più importante. Offerte che, immaginiamo, alla luce di quello che stiamo vedendo difficilmente arriveranno. Qatar a parte, ma se a 27 anni si è disposti a scegliere il Qatar al posto del Milan, fosse pure il piccolo Milan di questi anni, ci arrendiamo senza nemmeno troppi rimpianti.

E allora la domanda ci sorge spontanea: se lui ha voluto aspettare l’Europeo per vedere se arrivavano offerte più alte, ed era suo diritto farlo, non abbiamo diritto anche noi a guardare l’Europeo e ritoccare – evidentemente non al rialzo – la proposta di qualche mese fa?

I quattro milioni c’erano. Anziché incassarli ha preferito giocarli alla roulette, ma quando si gioca si può vincere e si può perdere. Oppure in questo strano casinò del calcio dei procuratori non è previsto che si possa perdere il piatto?

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Capito?

Dopo Locatelli, è chiaro a tutti perché Tonali – con tutta l’attenzione necessaria sui conti e sulle cifre – va riscattato?

Per un calciatore giovane è la cosa più normale del mondo alternare periodi buoni a periodi meno buoni, ma se uno ha fatto vedere delle qualità è molto, molto improbabile che si dimentichi come si gioca a calcio.

E Locatelli – non ce ne vorrà – aveva fatto vedere anche meno cose di Tonali.

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Lo sconto sullo sconto

Capiamo e rispettiamo tutte le esigenze economiche: di soldi ce ne sono pochi e ogni euro in più o in meno va pesato. D’altra parte ci abbiamo messo sette anni per imboccare – perché siamo solo all’inizio – una via che conciliasse la competitività della squadra con le esigenze di bilancio, e non veniamo certo a pretendere che si butti subito via tutto in due mesi di follie.

Però una battuta ce la consentirete: da Calhanoglu a Tonali, da Tomori a Giroud, essere tifosi del Milan durante il mercato è una delle cose più stressanti che ci possano essere…