Lascia un commento

Torna a quattro?

Invece di andare avanti, torniamo indietro…

Il 4-3-3 è il rifugio sicuro, lo spartito suonato fino all’anno scorso e conosciuto a memoria, ma per come è stata allestita questa rosa crea più problemi di quanti ne risolve, e fare finta che non sia vero serve solo a ritardare la costruzione della squadra per questa stagione.

Annunci
Lascia un commento

Meglio che ce lo diciamo subito

Il successo della stagione del Milan passa per il successo della stagione di Calhanoglu e André Silva, che sono tutt’altro che mediocri giocatori, hanno già raccolto, nonostante la giovane età, più presenze in Champions League di tutto il resto della rosa tolto Bonucci e non per grazia ricevuta ma perché hanno numeri e potenzialità.

Saremo brutali e magari non condivisibili da tutti, ma la nostra opinione è che il Milan che ha come leader tecnici Bonaventura e Suso l’abbiamo già visto, e non è mai andato oltre al sesto posto. Sono due giocatori importanti, che dobbiamo assolutamente mettere nel motore di questa squadra, ma se ricostruiamo il nuovo Milan di nuovo intorno a loro il risultato sarà solo un altro sesto posto. Bisogna fare qualcosa di nuovo.

Il Milan, se vuole avere una speranza di raggiungere i suoi obiettivi, deve costruirsi sulla spina dorsale degli unici giocatori esperti della rosa, Bonucci, Biglia e Kalinic, e deve avere nei due giovani di talento l’arma in più per cambiare passo.

Riuscirci è compito dell’allenatore e per ora, minutaggio e risultati alla mano, non ne stiamo vedendo i risultati.

Lascia un commento

Messaggio ai naviganti

Dopo il disastro di Roma nel nostro piccolo, vedendo il nostro allenatore dispensare sorrisi a destra e a manca come nulla fosse avevamo scritto che chi gli aveva comprato il bel macchinone nuovo, dopo avergli rottamato il triciclo scalcinato con cui andava in giro l’anno scorso, se avesse cominciato ad ammaccarglielo troppo avrebbe anche potuto arrabbiarsi, visto quanto gli è costato.

Le parole di Fassone di oggi ci sembra che vadano, pericolosamente, nella stessa direzione…

Il messaggio è chiaro: così non va bene per niente! La proprietà ha investito tanto, e quell’investimento deve essere fatto fruttare.

A scenari traumatici non ci vogliamo nemmeno pensare, perché vorrebbe dire seppellire la nostra stagione prima ancora di entrare nel vivo, ma con Roma e Inter è imprescindibile vedere qualcosa di diverso. E non parliamo solo di atteggiamento, perché due partite perse nelle prime sei giornate – con un calendario non impossibile – rende urgenti anche le questioni di classifica: servono punti!

Lascia un commento

E due

Dopo Inzaghi, Giampaolo è il secondo allenatore che prepara a tavolino in settimana la partita contro di noi, va in campo la domenica e fa esattamente tutto quello che vuole; per filo e per segno tutto quello che aveva studiato a tavolino, senza che dall’altra parte non solo si trovi, ma nemmeno si provi minimamente a trovare qualche contromisura.

Oggi, per dirne una, abbiamo iniziato dopo tre minuti del primo tempo a perdere palloni in uscita dalla nostra metà campo sul pressing alto della Sampdoria. Siamo arrivati al quarantesimo del secondo tempo che ancora perdevamo palloni in uscita dalla nostra metà campo sul pressing alto della Sampdoria.

Novanta – brutti – minuti, tutti assolutamente uguali: tale è iniziata, tale è finita: ci sembra un problema grave!

Le partite si preparano prima e si leggono durante, ed eventualmente si cercano soluzioni alternative se ci si accorge che quello che è stato preparato prima non funziona. Oggi i primi cambi sono arrivati a dodici minuti dalla fine: c’è qualcuno che ha visto una squadra che non aveva bisogno di nessun aggiustamento per ben 78 minuti?

Poi ci sono gli errori dei singoli: smettere di regalare gol a chiunque sarebbe già un bel passo avanti. Gli assist dei nostri difensori per il gol dell’Udinese e per il primo della Sampdoria oggi, i nostri attaccanti non li ricevono nemmeno dai compagni di squadra…

Siamo messi male, ma molto molto male. E, tanto per dirla fuori dai denti, per il ritmo che stanno dimostrando di avere le prime della classe siamo ben lontani dal poter pensare al quarto posto. Il margine per rimediare c’è ancora, ma non sappiamo per quanto.

Lascia un commento

Possiamo essere perplessi?

Con la speranza di essere smentiti, possiamo dire che la scelta di Borini quinto di destra a centrocampo, se fosse, ci lascerebbe un po’ così?

Ci piace l’idea di un allenatore che cerca soluzioni alternative per affrontare i problemi, ma gli esperimenti non è meglio farli, con tutto il rispetto, giovedì col Rijeka?

Non vorremmo rivedere a Genova il seguito del Milan di Roma…

Lascia un commento

La Biglia

Se pensiamo che c’era chi diceva che ormai era troppo vecchio e che Lotito voleva troppo.

Sono sei anni che aspettiamo di rivedere nel centrocampo del Milan un giocatore così. Sei anni di astinenza. Se anni di Muntari, di Essien, di Bertolacci…

Guai a chi ce lo tocca!

Lascia un commento

Come piace a noi

La partita del turno infrasettimanale con la “piccola”, gestita e portata a casa senza affanni, senza dover sprecare tesori di energie, senza crearsi problemi da soli e con il portiere senza voto: quella che ci piace definire la vittoria “col pilota automatico”, che una squadra impegnata ogni tre giorni e che ha ambizioni di vertice deve saper infilare quando si può.

E stasera si poteva e si doveva. Fatto.